PRC: sul caso Itrec della Trisaia di Rotondella
mercoledý 28 luglio 2010

PRC: sul caso Itrec dellaTrisaia di Rotondella

Colpisce la periodicità con cui la stampa e gli organi della comunicazione si accorgono della notiziabilità della situazione in cui versano i materiali radioattivi custoditi nell'impianto ITREC della Trisaia e dei presunti traffici e smaltimento illegale di scorie nucleari nei nostri territori. Colpisce soprattutto la strategia che è sottesa alla narrazione giornalistica sul caso ITREC e la pressoché immobilità delle istituzioni e degli organi competenti nell'avviare azioni capaci di fare definitivamente chiarezza sul fantasma nucleare nella Trisaia di Rotondella.

La ciclicità delle campagne di stampa oramai accompagna la vita della nostra comunità, come un qualsiasi fatto naturale, come l'arrivo dell'estate o di un temporale estivo. Ogni volta che si intende sollevare la questione dell'uscita definitiva dal nucleare la tematizzazione che si impone sulla questione è bella e pronta, il framework interpretativo è chiaro: l'impianto ITREC è stato  oggetto di traffici, la gestione della materia nucleare è stata fatta con l'aiuto di poteri occulti e mafiosi, gli appalti venivano gestiti clientelarmente dalla politica, il nucleare lucano è collegato alla vicenda di Ustica e all'uccisione di Ilaria Alpi.  Mentre l'attenzione della comunità si abitua alla narrazione imposta e si assuefa alla presenza di un Centro di Smaltimento di scorie sotto casa, (un'ottima strategia di comunicazione del rischio), il presunto protocollo operativo tra ARPAB e SOGIN S.p.A. per la gestione dell'attività di monitoraggio ambientale sulle attività dell'ITREC che attribuirebbe sostanzialmente alla SOGIN il ruolo di controllato e controllore prosegue, o meglio abilmente è sparito dal dibattito pubblico. Mentre le persone più attente ragionano sui presunti scenari che hanno portato alla strage di Ustica, al carico nucleare e al ruolo dell'ITREC, si avviano le attività di bonifica di quella che fino a qualche anno fa era conosciuta come fossa Irreversebile, che quasi magicamente, o per il progredire delle conoscenze tecniche di gestione dei rifiuti nucleari, è divenuta oggetto di bonifica.

Nel momento in cui sono ancora più necessari i controlli per monitorare le operazioni di bonifiche e di recupero e smaltimento dei materiali nucleari conservati nella fossa saltano fuori articoli che trattano delle trame oscure che hanno portato alla decisione governativa del 13 Novembre 2003 di localizzare a Scanzano Jonico il deposito unico nazionale, di intercettazioni  che provano "inconfutabilmente" presunti reati nella gestione dei rapporti tra SOGIN e Istituzioni locali. Quello che sorprende nell'ultima ondata di articoli di stampa è la contemporaneità di questi con l'avvio delle attività di bonifica e le evidenti imprecisioni che riportano nel racconto dei fatti. Sembra essere nel bel mezzo di una strategia della disattenzione che sposta e guida l'interesse dell'opinione pubblica. Ogni volta che si cerca di porre l'attenzione sulla garanzia e tutela della salute pubblica c'è qualcuno, un grande fratello, un potere forte,  che sposta l'attenzione su altri temi.  

La sezione "Prof. Mario Di Matteo" del Partito di Rifondazione Comunista denuncia lo stato di disinformazione in cui versa la comunità di Rotondella sullo stato dei lavori di decommissioning e sulle attività di monitoraggio ambientale dell'impianto ITREC di Trisaia, condanna la strategia di comunicazione sul rischio messa in atto dagli organi di stampa e dai soggetti interessati e invita le istituzioni competenti a fare definitivamente chiarezza sulla gestione del nucleare in Basilicata. Si chiede pertanto al Comune di Rotondella, alla provincia di Matera, alla Regione Basilicata, alla SOGIN spa e all'Arpab di avviare un programma trasparente di gestione del nucleare in Basilicata che faccia leva sui seguenti punti :

convocazione del tavolo della trasparenza a Rotondella aperto ai cittadini delle comunità del metapontino e alle loro associazioni;

l'avvio di un registro pubblico sui tumori e sulle malattie collegate all'esposizione radioattiva al fine di monitorare scientificamente la salute dei cittadini delle comunità esposte al rischio nucleare dell'impianto ITREC;

la garanzia di attività di monitoraggio ambientale realizzate da soggetti istituzionali tecnici  capaci di garantire e tutelare la salute pubblica;

l'avvio di un piano di gestione delle attività di decomissionning certo, i cui aspetti (dai presupposti alla realizzazione) siano concordati e condivisi dagli organi tecnici e dalle popolazioni locali secondo quanto sancito dalla Convenzione di AARHUS;

l'avvio a livello comunale di attività di bio-monitoraggio ambientale indipendente.

Il partito della Rifondazione comunista di Rotondella, lungi dal creare facili allarmismi tra le popolazioni, auspica che le stesse, insieme ai loro rappresentanti, possano avviare delle azioni rivolte alla riappropriazione del territorio, alla sua conservazione ed alla tutela della salute pubblica.

 Il Segretario del PRC di Rotondella Claudio PERSIANI