Intervista a Filippo Palermo, presidente della Protezione civile gruppo "La Torre"
giovedý 19 aprile 2012

INTERVISTA A FILIPPO PALERMO, PRESIDENTE DELLA PROTEZIONE CIVILE GRUPPO "LA TORRE" DI TURSI

Una vita in prima linea, si potrebbe dire, e non è il titolo di un nuovo film in uscita nelle sale italiane, bensì l'emblema di una persona che non si è risparmiata, soprattutto quando c'era da fare qualcosa per gli altri.

Presidente Palermo, ci parli un po' della sua vita.

Sono nato nel 1950, in una famiglia di sei figli, e le possibilità di studiare erano ben poche, senza contare che la volontà scarseggiava, cosi mi tuffai subito nel mondo del lavoro.

Appena raggiunta la maggiore età, mi trasferii in Germania dove ho vissuto per tre anni. Dopo, trascorro un anno a Torino, poi ritorno brevemente a Tursi e quindi riparto per Bologna. Qui arriva la svolta, perché incontro la donna della mia vita, mi sposo e ritorno a vivere nel mio amato e mai dimenticato paese. Ero pieno di progetti e con tanta voglia di fare, però ho dovuto fare i conti con un brutto incidente stradale (dieci giorni di coma e parecchie fratture), che seguiva ad altri due incidenti seri. Tutti questi eventi, come spesso accade, mi hanno fatto capire ancora di più l'importanza di certi aspetti della vita che prima non vedevo con la stessa luce.

Iniziai cosi ad occuparmi del sociale, poiché sentivo il forte desiderio in me di fare qualcosa per gli altri e soprattutto per i giovani. Con l'amico Claudio Verde fondai una società di Pallamano, che mandammo avanti per circa un decennio e fu un esperienza esaltante. Mi resi conto che cercare di stare vicino ai giovani, di indirizzarli verso uno stile di vita giusto e, se vogliamo, di aiutare i genitori nell'educazione dei ragazzi, mi gratificava molto. Dopo la pallamano, mi sono occupato per quindici anni del calcio a 5, una pratica sportiva che abbiamo importato a Tursi con Claudio Verde, Lorenzo Spadafora e Giuseppe Cuccarese. Nonostante la massima trasparenza e correttezza profusi in questo sport, a causa di incomprensioni, mi allontanai dal calcetto, come tutti lo chiamano, e mi sono dedicato al servizio della Protezione Civile.

Dopo una vita vissuta sempre a mille all'ora, giungiamo ai giorni nostri. Quando è iniziato il suo percorso nella Protezione civile e per quali ragioni ha fondato un gruppo tutto suo?

Ho cominciato poco prima che la regione, e soprattutto il nostro Metapontino, fossero travolti dalla bufera delle scorie nucleari da destinare a Scanzano Jonico nel 2003. Quando l'allora maresciallo dei vigili urbani di Tursi decise di fondare un gruppo della Protezione civile comunale, io aderii subito. Durante la veemente, ma sempre civile protesta, che mettemmo in campo per sovvertire le decisioni del governo Berlusconi, trascorsi quattordici notti al presidio di Lagonegro sull'autostrada. La pacifica protesta ha dato per fortuna i suoi frutti e cosi tutto è rientrato. Successivamente, il sindaco, pur volendo potenziare la protezione civile locale, ne accentuò la tendenza, con persone esclusivamente più vicine a lui politicamente, almeno questa fu la mia impressione.

Gli incontri che seguirono, per effettuare il passaggio della Protezione civile da comunale a regionale, in modo da ampliare il raggio di azione della squadra, non portarono agli effetti sperati e non nascondo che ci furono anche animati scambi di battute tra me e il primo cittadino. Dunque, fu in quelle occasioni che molti si dissociarono dalla concezione di Protezione civile che intendeva il comune, e nacque l'idea di fondare un nuovo gruppo, iscritto all'albo regionale che è quello che ancora oggi ho l'onore di presiedere. Così, in questi anni, abbiamo svolto sempre un lavoro egregio quando siamo stati chiamati, senza mai avanzare alcuna pretesa, anche se nello statuto è riconosciuto un minimo di rimborso spese.

Cerchiamo di conoscere meglio la struttura della vostra associazione. Come è composto l'organigramma, quanti sono gli iscritti e se ci sono presenze femminili.

L'associazione nasce nel 2006 e conta 62 iscritti, per la maggior parte figure femminili. Enzo Sanchirico è il vice-presidente, Francesco D'Alessandro, Rosanna Cospite, Isabella Buccolieri e Anna Clericò sono i consiglieri.

Ritornando alla scissione intestina della Protezione civile tursitana, lei vede oggi spiragli di ricucitura?

Per formare un gruppo più unito e coeso, che superi queste vecchie discordanze, si potrebbe anche puntare ad iscriversi all'albo nazionale. Da parte mia, e di tutta la mia associazione, resta solo viva l'intenzione di non rinunciare alla nostra identità. Sediamoci, ne discutiamo da persone civili e mature a vediamo se ci sono prerogative positive o meno.

Per concludere, com'è il rapporto con le istituzioni e le altre associazioni?

Dopo gli episodi che ho già menzionato, due anni fa anche l'attuale vice-sindaco volle perseguire il progetto del potenziamento della Protezione civile, per questo lo contattai proponendogli di fondere le due associazioni, visto che la Protezione civile gruppo "La Torre" è già iscritta, come dicevo, all'albo regionale. Tuttavia, fu ritenuto opportuno fare una fusione con il gruppo "Lucano", escludendo noi. Ancora a luglio dell'anno scorso, ho inviato una lettera al Comune per richiedere l'attivazione dei tutor sugli scuolabus, disponibili anche ad affiancare gli insegnanti a scuola, soprattutto per l'assistenza ai bambini disabili, ma non c'è stata alcuna risposta, né positiva né negativa. Si può facilmente dedurre che il rapporto con le istituzioni è nullo, inutile negarlo, ma non certo per volontà mia. Con le altre associazioni, invece, il rapporto è buono. Non a caso con l'Unitalsi, con la Croce Rossa e con l'Aido, c'è uno scambio, una stima reciproca e sostegno, che danno maggiore vigore ad ogni nostra iniziativa.

Salvatore Cesareo