| Scuola dell'Infanzia dedicata a Carmela Ayr |
| marted́ 30 dicembre 2008 | |
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Con l'ufficialità del decreto, è dedicata alla prof.ssa Carmela Ayr la prima scuola dell'Infanzia di Tursi, ubicata nel centro storico Dopo anni di attesa, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, ovvero l'Ufficio Scolastico Provinciale di Matera, ha appena emanato il proprio decreto di intitolazione a "AYR N.D. Carmela" della scuola dell'Infanzia ubicata al numero 4 di via Luciano Manara, nei pressi della piazza Plebiscito, nel rione San Filippo Neri del centro storico di Tursi. Si chiude nel migliore dei modi una singolare ed emblematica vicenda burocratica che si trascinava dal settembre del 2002. Firmato dal dirigente Mario Trifiletti e inviato anche alla Prefettura di Matera e al Sindaco del Comune di Tursi, il decreto è datato 11 dicembre e acquisito due giorni dopo al protocollo dell'Istituto comprensivo statale "Albino Pierro", nella quale istituzione educativa è inserita tale scuola monosezionale dei bambini dai tre ai cinque anni. Com'è noto, la proposta è stata avanzata dallo scrivente, quale insegnate in servizio proprio in tale plesso di scuola dell'Infanzia, dopo avere svolto un'adeguata e del tutto inedita ricerca storico-biografica e approntato tutta la documentazione utile e necessaria. Nonostante il convinto sostegno immediato del nuovo dirigente scolastico Aldo Mario Zaccone (anche poeta e autore di drammaturgia teatrale), la dedicazione alla valorosa nobildonna tursitana ha avuto un iter inutilmente travagliato sebbene sia stata regolarmente approvata all'unanimità sia dall'organo tecnico della scuola (il Collegio dei docenti, in data 4 settembre 2002) che dall'organo di partecipazione democratica alla vita scolastica (il Consiglio d'Istituto). Subito dopo la procedura si completava senza alcun problema a livello locale e provinciale, con la deliberazione in materia adottata il 25 settembre 2002 (verbale n. 28, protocollo n. 13957) dal Consiglio comunale di Tursi e, un mese dopo, con la nota della Prefettura di Matera del 25 ottobre, per la ineludibile e dovuta espressione dei rispettivi pareri favorevoli (oltre che di informazione e valutazione), com'è stato puntualmente formalizzato. La scuola tursitana ha poi trasmesso con immediatezza tutta la documentazione al Ministero dell'Istruzione a Roma, inviando pure una copia integrale dell'intero fascicolo, all'Ufficio Scolastico Regionale per la Basilicata, diretta da Franco Inglese. Tale iniziativa, dettata da prudenza e da giustificato eccesso di cautela, era consigliata in quel periodo di transizione istituzionale e di riorganizzazione della scuola italiana, non essendo per niente certo in quei mesi chi dovesse occuparsene, poiché bisogna ulteriormente rammentare che erano stati "aboliti" i Provveditorati agli Studi nelle provincie e che i processi di decentramento avevano attribuito molte delle competenze non solo centrali agli Uffici scolastici regionali. Da allora trascorrono inspiegabilmente e senza nessun esito milioni di secondi e minuti, tantissimi giorni, parecchie settimane, diversi mesi oltre che alcuni lunghi anni (esattamente 3 anni, 4 mesi e 14 giorni). Eppure non ci si trovava di fronte ad un ostacolo burocratico- procedurale o davanti a un diniego di parere affermato da chicchessia (una casistica davvero singolare che la norma non contemplava in alcun modo). Maturato il convincimento dopo la vana attesa, l'Istituto comprensivo ha ritenuto doverosamente, quindi, di sanare l'evidente anomalia e di replicare per la seconda volta la stessa procedura a livello scolastico (la riapprovazione della proposta è del 18 gennaio 2006 da parte del Collegio dei Docenti), esattamente come impone(va) la normativa ancora vigente, con sensibilità e buon senso, poiché nessuno era in grado di fornire indicazioni a livello romano o potentino, contattati telfonicamente. Infatti, non esistendo nessun parere contrario, nel caso si fosse ripetuto (com'è poi avvenuto realmente) l'omissivo silenzio(-assenso) da parte della gerarchia degli uffici scolastici, a tal punto si metteva di fatto l'amministrazione scolastica sia nazionale sia regionale, qualora lo avesse voluto-ritenuto, nelle condizioni di dover emettere comunque un successivo decreto di nominazione della scuola dell'Infanzia. Ma anche a tale seconda richiesta seguiva nel corso del pur lungo tempo più ravvicinato (durato un anno e dieci mesi e sei giorni) un totale nulla di fatto e ancora una volta senza motivazioni. Con tali precedenti alle spalle, non è inopportuno citare la legge, il decreto e la circolare di riferimento. Nell'ordine: la legge 23 giugno 1927 n. 1188, "con la quale vengono fissati i termini procedurali per l'intitolazione delle scuole (a persone decedute da almeno dieci anni, salvo deroghe)"; il DPR n. 416 del 31 maggio 1974 e in particolare l'art.6, "con il quale vengono individuati il Collegio e il Consiglio d'Istituto quali organi legittimati a deliberare in materia"; la CM n. 313 del 12 novembre 1980 (prot. N. 2745), "con cui vengono dettate istruzioni in materia di intitolazione di scuole, di aule scolastiche e di altri locali interni alle scuole stesse". Per correttezza, è giusto ribadire pure le parecchie telefonate intercorse tra l'ufficio scolastico di Tursi e il Ministero e con l'Ufficio regionale, da parte del dirigente tursitano Prof. Zaccone, per chiedere chiarimenti, notizie e ragguagli sulla vicenda che non si sbloccava e soprattutto sulla specifica ma incerta competenza (con un imbarazzante sballottamento di riferimenti e un altalenante scaricabarile tra Roma e Potenza - tant'è che le carte non si troveranno mai più - diversamente è giusto ancora oggi chiedersi perché non sia stata rispettata la tempistica e il merito della richiesta). Tutto questo mentre a livello di opinione pubblica la risaputa intitolazione cominciava ad affermarsi di fatto, grazie anche ad alcuni articoli di stampa e al passaparola delle famiglie dei bambini iscritti e frequentanti. Intanto, la prof.ssa Elena Chiari, piemontese, unica discendente diretta della straordinaria Carmela Ayr, alla quale si è voluto dedicare la piccola ma importante scuola, non mancava di far valere legittimamente e più volte nel corso di ogni anno solare (per fortuna, con il senno di poi), il proprio interessamento sull'iter e sulle risultanze provvisorie dell'intitolazione. La riproposizione della richiesta del 2006 sostanzialmente lo si deve a lei, alla sua tenacia, insistenza, puntigliosità, sempre sostenute da una rigorosa tensione etica e affettiva verso la propria nonna paterna. Nonostante tutto, però, il decreto più volte sollecitato dal Dirigente scolastico proprio a Potenza, non è mai arrivato (due le versioni di malaburocrazia accreditate da fonti che intendono rimanere riservate: pare che nel capoluogo lucano si siano "dimenticati" di passare le carte al Csa della Città dei Sassi, ma un'altra ipotesi riferisce della scomparsa inspiegabile della pratica). L'incertezza è perdurata fino all'autunno del corrente anno, grazie a una provvidenziale e cortese telefonata di Rocco Campese (pensionato, poeta e cultore del dialetto oltre che di "cose" tursitane) al Centro dei servizi amministrativi materano(l'ex provveditorato agli studi). Lui ha avuto la giusta dritta da P. Fabrizio (responsabile incaricato dell'istruttoria del procedimento con B. Moccia), che ha spiegato la modalità definitiva per giungere all'emanazione del provvedimento (riconfermando finalmente la loro esclusiva titolarità in materia). Informato direttamente e con sollecitudine dallo stesso Campese e dalla prof.ssa Chiari, ho riferito il tutto al Dirigente Zaccone, che ha provveduto alla tempestiva ritrasmissione degli atti a Matera. Il resto è storia di corretta burocrazia recente. La richiesta di intitolazione del plesso di via L. Manara della Scuola dell'Infanzia, funzionante presso l'Istituto comprensivo "A. Pierro" di Tursi, alla "Prof.ssa AYR N.D. Carmela" è stata nuovamente avanzata (irritualmente per la terza volta, ma neppure questo la norma non lo prevede, in alcun modo) dal Dirigente scolastico del predetto Istituto in data 29 novembre 2008, su analoghe delibere del Collegio dei Docenti e del Consiglio d'Istituto (facendo però riferimento a quelle originarie, per intenderci). Dodici giorni dopo è arrivato in modo solertissimo l'atteso, anzi sudato e sospirato decreto, riteniamo con profondo sollievo da parte di tutti. Tutto è bene... ma il disappunto resta, come un piccolo neo. La vicenda doveva chiudersi prima, com'era giusto. Senza ombre e alcun dubbio, lo meritava più di tutti proprio il rispetto che dobbiamo senza retorica paesana ed eternamente alla memoria di Carmela Ayr.
Salvatore Verde
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