Intervista a Filippo Digno, presidente del Centro sociale anziani polivalente di Tursi
marted́ 01 maggio 2012

INTERVISTA A FILIPPO DIGNO, PRESIDENTE DEL CENTRO SOCIALE ANZIANI POLIVALENTE DI TURSI

Non chiamateli vecchi. Il Centro Sociale Anziani Polivalente (Csap) di Tursi è un vero e proprio alveare di idee, manifestazioni e progetti che lasciano positivamente colpiti chiunque ne venga a conoscenza. Per meglio avvicinarci a questa piacevole realtà tursitana, abbiamo posto alcune domande al suo presidente, il dinamico e sempre giovane Filippo Digno.

Presidente Digno, un suo accenno biografico.

Sono nato nel 1942 a Tursi da una famiglia del cosiddetto ceto medio. Ho frequentato le scuole elementari e conseguito la licenza media in età adulta. Ho lavorato sin da bambino, facendo il garzone e il muratore, poi sono emigrato a Genova. Ritornato a Tursi, a seguito della morte improvvisa di mio padre, per dare sostegno alla famiglia, trovai lavoro nello stabilimento Enichem Fibra di Pisticci, l'Anic per intenderci, con vari ruoli, da operatore chimico a quello di capo reparto terfiocco, fino al prepensionamento nel 1992, a causa della chiusura della fabbrica per la crisi delle fibre in Italia. Negl'anni pisticcesi ebbi modo di prendere contatti con i sindacati, Cgil e Cisl soprattutto, visto che la Uil nel nostro comune non ha mai avuto un rappresentante. Ricoprii cosi la carica di rappresentante sindacale della Camera del Lavoro di Tursi e di capo lega dell'associazione dei pensionati. Aggiungo che sono felicemente sposato e padre di due figli, che mi hanno reso anche nonno.

Come nasce l'idea del Centro sociale polivalente e la sua struttura associativa? Quali sono le attività maggiori?

Avvicinandomi al sindacato, da sempre tesserato Cgil, si rafforzò l'idea che già avevamo di far nascere un centro sociale per i pensionati. Con Maurizio Agata della Cisl, entrambi capi lega, nel 2002 sottoscrivemmo un accordo con il Comune, alla presenza del primo cittadino, per la nascita di questo centro sociale, a tale scopo ci vennero dati in comodato d'uso i locali a Santi Quaranta, che abbiamo nel tempo ammodernato, rendendo migliori gli stessi ambienti. Anche grazie all'aiuto delle amministrazioni locali e con la ferma volontà dei sindacati, abbiamo portato avanti questa associazione, formatasi con un atto costitutivo di 15 tesserati. L'obiettivo era quello di mettere i pensionati nelle condizioni migliori durante il tempo libero, in un modo associativo, ricreativo e culturale.

Il primo presidente fu Maurizio Agata, per questioni anagrafiche e anche di amicizia, che poi si è incrinata. Durante il percorso fatto insieme, infatti, stilammo uno statuto in cui ci impegnavamo, assieme ai sindacati, nella rotazione triennale dei presidenti. Però, alla scadenza del suo mandato triennale, Agata non voleva essere avvicendato, come stabilito anche con i sindacati, forse perché accentratore, rifiutandosi in seguito di fare il mio vice, come invece io ho fatto nei suoi confronti, durante il suo mandato. Questo portò alla sua uscita dall'associazione. Durante la mia presidenza, il Csap è cresciuto in maniera esponenziale negli anni, arrivando a 80 soci nel 2005, poi divenuti 180 oggi. Mi piace sottolineare che la presenza femminile è quasi il 50%, mentre la grande maggioranza dei tesserati è formata da coniugi.

La quota associativa annuale individuale è di dieci euro, più tre euro di assicurazione, perché è giusto che chi frequenta la nostra struttura sia assicurato contro qualsiasi evenienza. Per le coppie, abbiamo previsto delle agevolazioni: moglie sette euro e marito dieci. Tra il 2007 ed il 2008, abbiamo fatto pressanti richieste al sindacato per avere una nostra autonomia, modificare lo statuto e permetterci di fare più attività, evitando cosi che  ci fossero "pressioni" alla nostra associazione. Dopo reiterati inviti ai sindacati, caduti nel vuoto, affinché venisse modificato lo statuto, decidemmo di sottoscrivere noi uno statuto interno e di invitare le parti a prenderne atto in quanto avevamo un numero notevole di persone favorevoli a questi cambiamenti. Il nuovo statuto ci ha permesso di diventare un'associazione Onlus, iscritta al libro regionale delle libere associazioni no-profit, è stato registrato nel 2009 e prevede che il presidente non debba essere scelto dai sindacati ma dall'assemblea, potendo essere riconfermato più volte al termine del suo mandato triennale.

La struttura definita nello statuto si compone del presidente, vice presidente (Luigi Di Noia), cassiere (Rosa Liguori), segretario (Nino Curci) e due consiglieri. A questi cinque membri vanno aggiunti un rappresentante del comune ed uno dei sindacati, che tuttavia non è mai stato indicato. Le attività svolte sono tante e mi inorgoglisce sottolinearlo, perché è una testimonianza della nostra realtà viva e radicata nel territorio. Si inizia con il pranzo di carnevale a base di prodotti tipici della nostra cucina, come si faceva un tempo in tutte le case tursitane il giovedì grasso, perché essendo un'associazione di anziani è giusto non far perdere le tradizioni alle quali tutti siamo legati. Poi la Festa della Donna, l'8 marzo, dove festeggiamo tutte le associate. Pochi giorni poi, omaggiamo i papà, il 18 marzo, con il tradizionale falò e tanta allegria. In tale data, si svolge la Festa della Focaccia, con le tipicità del nostro comune tutte preparate rigorosamente dai soci che poi vengono servite la sera del falò a coloro che partecipano, in cambio di un'offerta libera. In seguito ci prodighiamo per la cosiddetta Marcialonga, iniziata anni fa da Flori Fortunato, indimenticato vigile urbano pugliese-tursitano. L'idea di riprendere questa tradizione ci fu data da Arcangelo Sanchirico, un nostro consigliere scomparso da poco e che ricordo con affetto.

Tutta la cittadinanza può prendere parte alla camminata, dal centro abitato fino a Ponte Masone, per poi ritornare alla nostra sede e festeggiare insieme la bella mattinata con un pranzo. Più importante di tutte, però, resta la giornata di festa del centro sociale (talvolta anche in due giorni), all'insegna della gioia, della fratellanza e dell'allegria. Inoltre, la nostra associazione svolge quotidianamente altre attività, dai corsi di ballo una volta alla settimana all'Università della cultura permanente, promossa in cinque paesi della regione, alla semplice partita a carte. A proposito dell'università, mi piace ricordare che il 17 aprile abbiamo svolto un incontro nel salone parrocchiale con un docente universitario di Bari che ci ha parlato dell'Illuminismo. Tutto ciò fa meglio capire la denominazione "polivalente", anche in virtù del fatto che è aperta a tutti, pure ai più giovani che vogliono avvicinarsi alla nostra bella realtà. Che sicuramente è il fiore all'occhiello dell'amministrazione tursitana, con una mole di lavoro notevole e molto apprezzata, anche per la limpidezza e lealtà con il quale viene svolto.

Esaustiva panoramica, direi. Ci dica del rapporto con le istituzioni e con le altre associazioni presenti sul territorio?

Con l'amministrazione comunale il rapporto è ottimo, non solo con nell'attuale consiliatura, ma in tutte quelle che si sono susseguite negli anni. È vero che ciascuno di noi ha la propria idea politica, ma l'associazione è del tutto apolitica e rispetta le istituzioni, a prescindere dai rappresentanti o dallo schieramento in carica. È nato così un rapporto chiaro e limpido, dove ogni nostra attività e bilancio viene inviato all'ente perché sia informato di quanto è stato fatto nel corso dell'anno. Voglio sottolineare anche che la collaborazione con le altre associazioni è ottima e abbiamo uno scambio continuo e costruttivo.

Salvatore Cesareo