| Intervista all'attrice Maria Grazia Cucinotta |
| luned́ 17 dicembre 2012 | |
INTERVISTA ALL'ATTRICE MARIA GRAZIA CUCINOTTADa Neruda a Pierro, potrebbe essere l'itinerario artistico della sempre bella Maria Grazia Cucinotta, madrina della seconda e conclusiva serata dedicata all'"Evento culturale per Albino Pierro, Poeta di Tursi", per la pubblicazione dell'opera omnia curata da Pasquale Stoppelli" (Università di Roma La Sapienza). I due appuntamenti sono stati organizzati dal Centro studi onlus e dal Parco Letterario, entrambi intitolati al Vate Tursitano e presieduti da Francesco Ottomano, che all'attrice, produttrice e regista messinese ha regalato una copia del libro e un mazzo di fiori. Accolta da una piccola folla, tra applausi e autografi, la Cucinotta si è mostrata nel suo splendore, garbata e gentile con tutti, omaggiando l'autore tursitano con la lettura di tre poesie. Al termine l'abbiamo avvicinata. Un rapporto consolidato con la Basilicata. Si certo, una regione alla quale sono particolarmente legata. Nel 2010 ho partecipato all'opera prima di Giuseppe Papasso (anch'egli presente in sala, ndr), il film "Un giorno della vita", girato tra Melfi, Barile, Forenza e Rionero in Vulture. L'anno prima ero venuta per il "Premio Maratea per il Cinema" nel Festival "Incontro fra le arti", ma di tanto in tanto mi capita di ritornarci. La gente è straordinaria, durante i giorni e le settimane delle riprese siamo quasi adottati, con un affetto che mi riporta indietro negli anni e mi lega ai valori veri della vita. Poi, occorre dirlo, è un territorio ricco di bellezze e tesori, in un raggio di pochi chilometri. E non escludo di lavorarci ancora. Conosceva già il poeta Pierro? Che impressione le fa essere qui come madrina? Albino Pierro è noto negli ambienti accademici e letterari, anche internazionali, magari non al grande pubblico, però di tanto in tanto capita di riferirsi a lui, al dialetto tursitano e alla Lucania. Non ho avuto esitazione ad accettare l'invito, è un onore, e ho fatto bene, per l'arricchimento vissuto e per il calore dell'accoglienza. La sua poesia ha qualcosa di singolare, fatta di sentimenti veri, e questo lo si coglie con immediatezza. Venire qui poi, e respirare l'aria dove ha vissuto la sua giovinezza e dove oggi riposa, rappresenta un'emozione unica, come quando visitai i luoghi di Pablo Neruda in Cile. Si dice che la poesia renda gli uomini migliori e amanti del bello. Che rapporto ha con la bellezza e perché il cinema preferisce le donne belle? Non è vero che il cinema preferisce le donne belle. Il cinema rende tutti belli, è questa la grande verità, altrimenti attrici e attori come Wody Allen e Barbara Streisand e tanti altri, non avrebbero modo di esistere. Il cinema rende belli perchè rende tutto più magico. La bellezza deriva da qualcosa di più che dal solo aspetto esteriore. Molto dipende dal carisma e dalla personalità che ognuno di noi possiede. Personalmente adoro la poesia, in grado di ripropormi il sentimento infantile della sincerità. Potrei dire mi ha segnato, dai tempi del Neruda de "Il postino" (1994) dell'indimenticato Massimo Troisi a oggi. Il cinema come tutta la realtà virtuale non ci può impedire di morire ma in compenso ci fa rinascere ogni giorno... Questa è una delle tante grandi magie del cinema e di cui non ci stancheremo mai, così come fa la scrittura e la poesia, perchè ci rendono liberi e tutti uguali, a prescindere dal posto che si occupa nella scala sociale. Cosa l'ha spinta a passare dietro la macchina da presa? Mi sono voluta mettere alla prova. Dopo venticinque anni di lavoro, pensavo: devi smettere di essere un po' bambina e iniziare a prenderti le tue responsabilità, anche delle scelte che fai. Fare la regista e la produttrice ti rende responsabile, capisci che non ci sei soltanto tu, ma ci sono anche gli altri, anche se non so se questo percorso sia ancora lungo, perchè non voglio rubare spazio a nessuno e di conseguenza spero di trovare una storia che ti faccia battere il cuore e che valga la pena di essere rappresenta. Insomma, dopo l'apprezzato debutto da regista con il corto "Il maestro", a quando un suo lungometraggio? Ci sto pensando e valutando seriamente. Una domanda di attualità sull'eventuale ritorno del presidente Berlusconi in politica. In genere non parlo mai di politica, non mi piace questo ambiente e secondo me è tutto troppo politicizzato e per questo in Italia tutto funziona meno. Secondo lei il cinema è in crisi? Il cinema non è in crisi. Bensì sono in crisi i sentimenti ed i valori veri della vita Un'ultima domanda, coerentemente con la poetica pierriana, le chiedo che rapporto ha con lo scorrere del tempo e con la morte. (Sorride). Uno degli aspetti più belli delle poesie che ho interpretato questa sera metteva proprio in risalto come la cosa più brutta che possa esistere è la paura che la persona che tu ami possa morire, andando via da te e lasciandoti un vuoto incolmabile. Per questo della mia dipartita non mi importa, per quella degli altri rosico un po'. Insomma, sono tranquilla e serena, non mi causa turbamento, guardo al futuro sempre con apertura e voglia di vivere. Quanto alla fine, è struggente che Pierro si chieda perché la morte ("Eccò a' morte", ndr), ma quando accadrà vorrei poter dire con Neruda: confesso che ho vissuto. Salvatore Cesareo - Salvatore Verde |