Farmacia, una petizione sospetta
luned́ 11 marzo 2013

Farmacia, una petizione sospetta

La spinosa questione politico-amministrativa della istituenda seconda farmacia si complica per via di un'assai irrituale raccolta di firme che ha condizionato in modo determinante la seduta del consiglio comunale del 26 febbraio, quando, dopo quasi cinque ore di non proficua discussione, si è deciso il rinvio, al fine di consentire agli uffici di approntare il regolamento e andare poi al referendum popolare, fatto inedito per la cittadinanza.

Insomma, il caso è in un vicolo cieco con tanto di scenario giudiziario alle porte, senza escludere conseguenze politiche dirette e trasversali sulla stessa tenuta della maggioranza, in carica da tre anni, quando scaturì dall'unica lista nella competizione elettorale. In effetti, nella documentazione a corredo dell'argomento in discussione nel consiglio, c'erano due raccolte di firme, risalenti rispettivamente all'incirca allo scorso ottobre e a gennaio, ciascuna con oltre 600 sottoscrittori, ma gli intenti erano del tutto contrapposti.

La prima era stata portata avanti dal giovane blogger tursitano Antonio Di Matteo, per richiedere la modifica della decisione adottata a settembre del 2012 e collocare la nuova farmacia nel centro abitato. La seconda, con altrettanto successo numerico, invece ne chiedeva la riconferma a Panevino. Ma il giorno dopo la seduta consiliare è arrivato il colpo di scena, non proprio inatteso, poiché su tutto aleggiava proprio l'anomalia della seconda raccolta di firme, come avevano già denunciato alcuni consiglieri, avendo notato "nomi di minorenni, non residenti, persone inesistenti e anche decedute".

Lo ha confermato la nota protocollata di Luigi Gaetano Settembrini, un cittadino di Panevino che ha si sottoscritto, ma ha smentito di essere il responsabile della raccolta, come era stato invece indicato durante l'assise comunale, chiarendo con precisione che è stata "portata avanti dallo zio di un consigliere comunale". La turbativa della seduta è stata ritenuta grave da alcuni consiglieri poiché "l'organo consiliare ha ragionato su un presupposto rivelatosi non veritiero e/o falso in tutto o in parte".

Alla luce di tutto questo, bisogna comunque approntare prima un regolamento attuativo dell'articolo dello statuto sul referendum, che adesso non si sa che fine farà, mentre continua a esplicare i suoi effetti il precedente deliberato dell'anno scorso. Gli atti vanno alla Regione per il bando, con l'ubicazione della seconda farmacia nella frazione di Panevino (distante 15 km da Tursi e 5 da Policoro), anche se i cittadini vorrebbero esprimersi, con un esito che appare probabilmente scontatissimo.

Salvatore Verde

(La Gazzetta del Mezzogiorno, lunedì 11 marzo)